venerdì 31 ottobre 2008

Fuori Cossiga dal Senato!

"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito… Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”.

Francesco Cossiga - Presidente emerito della Repubblica

C'ero anch'io!

Oggi? No, 58 anni fa...

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"


(Piero Calamandrei in Scuola democratica, 20 marzo 1950 - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950)

giovedì 1 maggio 2008

1° MAGGIO


Così Roma ricorda i caduti sul lavoro, e lo fa mostrandolo al mondo intero davanti al Colosseo. Questa foto l'ho scattata sabato scorso, ed è stata una forte emozione vedere lì quella stele di legno,quei nomi scritti su semplici cartoncini plastificati e non su lapidi monumentali, sotto la maestosità dell'anfiteatro Flavio, dove a suo tempo ci furono altre morti ingiuste...Come avrei voluto non provare questa sensazione; quanto avrei desiderato non non dover ricordare che nel nostro paese si muore per 800 euro al mese. Oggi non c'è niente da festeggiare, c'è solo da riflettere...

lunedì 21 aprile 2008

Operai, fieri di essere EROI (e viceversa)...

Nell'attesa di un post molto variegato che uscirà domani ( o dopodomani, meglio non rischiare...) volevo mostrarvi il video di una canzone molto bella. Si tratta di "Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)" di Caparezza. Non vi nascondo che le prima volta che l'ho sentita ci mancò poco che mi commovessi, forse perchè per me assume un significato particolare ed esprime a pieno quello che in realtà sono gli operai, cioè degli eroi. Infatti la canzone parla della condizione degli operai, di coloro che portano il nostro paese sul groppone e subiscono più di tutti le cattive scelte dei nostri governanti (o dipendenti, come li chiama Grillo). Il testo è molto toccante e dà veramente tanta voglia di andare avanti, di continuare a lottare per quello in cui si crede e non gettare la spugna. Naturalmente è in tipico stile Caparezza, pieno di quell'ironia sottile che non manca nel resto del suo disco "Le dimensioni del mio caos". L'ho ascoltato tutto stamattina in pullman (ho perso il treno...) e sono ho scoperto che in realtà ha una trama e tutte le canzoni sono legate tra loro...dal '68 al futuro. Per saperne di più vi invito ad ascoltarlo, ne vale veramente la pena. Eccovi intanto il video ed il testo:

"Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche, eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
un soggetto perfetto per Bram Stroker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l’Al Pacino, non mi faccio di pachinko
Non gratto, non vinco, non trinco nelle sale bingo
Man mano mi convinco che io

sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione
sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere
sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere

Stipendio dimezzato o vengo licenziato
a qualunque età io sono già fuori mercato
fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari
quando t’affami ti fai nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini
né l’Uomo ragno, né Rocky, né Rambo né affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
e fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
c’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
io vado avanti e mi si offusca la mente
sto per impazzire come dentro un call center
vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.

martedì 15 aprile 2008

L'Italia ha scelto...


Che dire? L'Italia tutta ha scelto. Si parlava del meno peggio e invece si è optato per il "più peggiore".Si diceva che eravamo stufi di stare con la merda fino al collo eppure non abbiamo resistito alla tentazione di assaggiarne il sapore.
Mentre i giornali di tutto il mondo si chiedono come abbia fatto la Lega a prendere così tanti voti e ci sbeffeggiano per aver ridato fiducia ad un uomo che chiama eroi i mafiosi e si vanta per essere stato assolto a 243 processi solo perchè andati in prescrizione, noi siamo qui, a prepararci a 5 anni di opposizione popolare, visto che in Parlamento saranno 4 gatti a muoversi contro la macchina Pdl. Sì, ha vinto il Pdl e non c'è tanto da meravigliarsi. D'altronde guardando i dati elettorali si può benissimo vedere dove ha avuto le maggiori preferenze: nel nord ha vinto dove la presenza della Lega è più forte e al sud ha fatto man bassa di voti nelle regioni della mafia, della camorra, della 'ndrangheta e della sacra corona unita. Ma l'aiuto più consistente, è inutile negarlo, lo ha avuto dalla sinistra. Veltroni premeva per il voto utile e così la Sinistra radicale è rimasta fuori dai giochi. Una sinistra Arcobaleno che ha pagato le scelte fatte nell'ultima legislatura e nella quale i lavoratori non si riconoscono più. E proprio il voto dei lavoratori, si dice, abbia decretato il succecco della Lega anche se io ho i miei dubbi su questo.
La cosa certa è che una grande fetta di italiani non sarà rappresentata da nessuno in questi 5 anni: omosessuali, immigrati, precari, lavoratori dipendenti, pensionati, ambientalisti, ecc. potranno dire addio a qualsiasi speranza di essere presi in considerazione.
L'Italia ha scelto la via dell'illegalità, dell'intolleranza, delle grandi opere inutili, dello spreco di denaro pubblico, delle guerre e della politica invischiata con le mafie.
L'astensionismo e i piccoli partiti sono serviti a ben poco; il resto l'hanno fatto la televisione ed i giornali.
Intanto oggi è un altro giorno in cui mi vergogno di avere certi connazionali e mi viene voglia di trasferirmi in Spagna o in Svizzera. Ho veramente paura di quello che ci aspetta, ma non per ciò che è venuto fuori dalle elezioni, ma proprio perchè non riesco ad immaginare cosa possa succedere in un futuro anche prossimo. Ma io continuerò a sperare ed a lottare per un'Italia libera, democratica non solo nel giorno delle elezioni, dove regni la legalità e i mafiosi stiano in cella tutta la vita. A quanto risulta però dallo spoglio delle schede siamo in pochi a pensarla così. Pensavo che fossimo un popolo un pochino più intelligente ma a quanto pare mi sbagliavo...almeno però noi blogger avremo molto di cui sparlare in questo quinquennio.
Spero con tutto il cuore di poter essere più ottimista nel prossimo post. A presto!

sabato 29 marzo 2008

E tu dove sei?


Girando per la rete ho trovato questo utile test che può essere di grande aiuto a chi non avesse ancora deciso chi votare o per coloro che non sanno veramente se valga la pena esprimere la propria preferenza e quindi per ora hanno deciso che il tredici ed il quattordici aprile rimarranno a casa.
Nel mio blog ho già mostrato quale sarebbe la mia decisione nel caso non trovassi un candidato adatto alle mie esigenze in tempo per l'election-day, cioè quella di far verbalizzare il mio rifiuto.
Vi ho riferito poi, le mie paure sui possibili scenari post-elettorali e nel frattempo devo dire che se ne sono aggiunte molte altre, e inoltre non fanno altro che diventare sempre più concrete per nostra sfortuna. Comunque, sul sito www.voisietequi.it si può sapere approssimativamente a quali partiti si è più vicino semplicemente rispondendo a 25 domande. Naturalmente il sito dà un aiuto a chi è indeciso e vuole conoscere la sua posizione, ma di certo non toglie tutti i dubbi. Comunque è un valido aiuto e lo si può prendere anche semplicemente come un gioco. Magari qualcuno che si crede comunista sfegatato , poi scopre di essere più vicino di quanto immaginava al programma de "la Destra" oppure un fan di Berlusconi si dimostrerà un potenziale voto in più per "l'Italia dei valori", ecc...
Io ho deciso di stare al gioco e ho risposto alle domande. Devo dire che non sono sorpreso da quanto sia venuto fuori dai risultati, anzi, in un certo senso sono contento.
I partiti ai quali sono più vicino secondo il sito sono "L'Italia dei valori" e "Per il bene comune". Poi ci sono i socialisti(?!?) e le varie forze di sinistra (Sinistra Arcobaleno, Partito comunista dei Lavoratori e la Sinistra critica, insomma la vera sinistra...). Segue poi il PD che però è più vicino facendo una media con l'Italia dei Valori, partito che contemporaneamente viene allontanato un pochino da me perchè ovviamente si presentano insieme. Ed è qui che si presentano i miei dubbi più forti. Da un lato un programma, quello di Di Pietro, accettabile; dall' altro un PD che mi ha deluso e continua a farlo.
Infine c'è la destra in tutte le sue forme con un grande sospiro di sollievo da parte mia(queste sono soddisfazioni!). Insomma vade retro Psiconano, neo-fasciste siliconate, leghisti e falsi moralisti cattolico-divorziati dell'UDC.
Ora non vi resta che fare anche voi questo piccolo test e farmi sapere come è andata.
Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?